Eravamo tutti pronti per partire… Rimini e le sue sorprese, ci attendevano e, invece, come talvolta capita, la storia ci ha riservato un’altra sorpresa… tyché che ci ha proiettati di colpo verso Roma, in direzione del nostro prossimo incontro di Scuola, il nostro XVIII Convegno dedicato a Paure? Da allora, diverse ordinanze ministeriali ci hanno via via impedito di muoverci, di incontrarci, corpo a corpo, e hanno fatto esistere, come difesa necessaria, una delle paure più condivise, la paura del contagio, la paura del virus pericoloso che non si vede e di cui io e/o l’altro può essere portatore….

Ed è così che un cartello, in un clima un po’ boccaccesco, incontro gioioso di lavoro contro la paura, la solitudine e il contagio, si è riunito – ognuna a casa propria in collegamento Skype – per lavorare sul tema delle paure in opposizione al tema, più psicoanalitico, dell’angoscia. I primi due contributi di questo numero di Cartello ci introducono quindi a Paure? Aurora Mastroleo (Milano) ci parla delle “disposizioni” in tempo di contagio e Mariangela Mazzoni (Milano) della paura nel caso di un bambino.

E il cartello allora? Angèle Terrier (ECF) ci parla della vitalità del cartello in quanto “leggere in cartello” fa consistere il discorso analitico stesso; Anne Lysy (NLS), in un testo di qualche tempo fa ma sempre attuale, riflette sul Cardo e sul turbinio che il cartello dovrebbe produrre, in quanto “luogo d’avventura” destinato a scuotere dal sonno del raggruppamento. Ed è quindi con spirito d’avventura che vi invitiamo a creare dei cartelli-lampo, anche via Skype, della durata massima di 3 mesi, per lavorare sul tema delle paure. Cartello darà spazio ai vostri elaborati!

Buona lettura!

Adele Succetti

Delegata nazionale ai cartelli


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