Amelia Barbui

Chiunque desideri studiare la psicoanalisi nell’ambito della SLP può mettere alla prova il suo sapere nel cartello, autorizzandosi a leggere, a pensare, a scrivere.

Piccolo gruppo, dove nessuno insegna e dove il sorgere di un’insegna ne decreta la fine. Macchina anti didattica, mobile e flessibile, rappresenta il dispositivo adatto alla lettura di testi e allo studio di concetti fondamentali, come pure si presta come dispositivo in cui affrontare temi di clinica, di pratica e di etica.

E poiché ciascuno nel cartello mette in gioco se stesso a partire dalla propria esperienza e dalle proprie “passioni”, poiché ciascuno dà ciò che ha, nel ventaglio degli argomenti non possono mancare le connessioni con i diversi campi del sapere e la posta in gioco politica della psicoanalisi nel rapporto con le istituzioni.

Quattro S1, quattro significanti padroni, si scelgono su un progetto comune e si mettono al lavoro. Scelgono il “più-uno” che si aggiunge al cartello per ricordare che non sono un tutto, che qualcosa manca, che il sapere non è la verità.

Il “più-uno” non è dunque l’eccezione esterna che fonda il gruppo, ma colui che, oltre a svolgere il suo lavoro, fa in modo che ciascuno possa mettere al lavoro il proprio tratto singolare in modo che si produca ancora un po’ di sapere, qualcosa di scritto, con cui ciascuno, uno per uno, darà testimonianza del lavoro svolto, del proprio desiderio nei confronti della Scuola.


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