Vincenzo Moretti

Il primo aspetto su cui mi vorrei soffermare è il disagio psichico delle dipendenze, in particolare delle tossicodipendenze. Le tematiche relative alle tossicodipendenze dovrebbero essere annodate alle declinazioni storico sociali della civiltà contemporanea. Non è possibile estrapolare le patologie della tossicomania dalle patologie del sociale. L’aspetto rilevante della contemporaneità è che essa stessa è intossicata dalla Legge del godimento immediato. L’intossicazione della civiltà contemporanea consiste proprio nel fare del godimento un dovere, articolandosi in un godimento impulsivo proprio come accade per le dipendenze.

É il trionfo del “discorso del capitalista”, come lo definiva Jaques Lacan, in cui la tossicomania, sia individuale che della massa, consiste nel rassicurare la moltiplicazione delle sensazioni che devono essere sempre rinnovate, questo è l’offerta degli oggetti-gadget.

Il secondo aspetto da cogliere consiste nel rapporto fra la clinica della tossicomania e la clinica delle perversioni. Il tratto fondamentale che caratterizza il tossicomane è l’aggiramento del limite per un godimento immediato che non passa dal limite posto dalla castrazione anzi, in questo caso, vi è un rifiuto della castrazione.

La tossicomania rappresenterebbe una spinta a godere rifiutando ogni esperienza di interdizione simbolica. Per tale ragione se non vi è simbolico, non vi è alcun legame con l’Altro che viene sostituito in modo autistico con l’oggetto-feticcio-droga.

L’oggetto-droga ottura la faglia angosciante che si genererebbe con la castrazione, rassicurando così il tossicomane che ci può essere un godimento senza passare dalla castrazione.

Il godimento del tossicomane è autistico, senza legame con l’Altro e che rigettando il limite simbolico della castrazione, assume le forme dell’autodistruzione e dell’odio verso sé stesso.

Per questo motivo, come insegna la clinica psicoanalitica, dove non vi è castrazione simbolica si dà solo pulsione di morte. Per tale ragione ci domandiamo se non sia la pulsione di morte che spinge il tossicomane sull’uso delle sostanze.


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