Questo numero di Cartello accoglie e dà spazio anche a testi di colleghi del Campo freudiano, campo in cui, secondo le indicazioni di Lacan, il cartello è uno strumento di lavoro che lega e che, nella sua esperienza, orienta. Si tratta di testi che, a vario titolo, riteniamo possano essere d’interesse per il lettore italiano.

Frank Rollier, nel suo intervento fatto alla XI Giornata dei Cartelli della SH-NLS il 26 giugno 2020, riflette sul numero dei cartellizzanti previsto da Lacan – 4 + 1 – e sulla funzione che questo numero dispari, numero borromeo potremmo dire, comporta nel legame sociale. Il dispositivo e la sua “organizzazione circolare”, dice quindi Rollier, “mirano a contrastare gli effetti immaginari del gruppo e a creare un «vortice» favorevole al desiderio di sapere, a partire dal proprio buco nel sapere”.

Emanuela Scattolin,invece, ci racconta la sua esperienza di cartello, ormai conclusa, per la riedizione di Appunti Vintage: il cartello è stato per lei un momento di riflessione, sui testi, sulla cornice in cui rieditarli e sulla storia del lacanismo in Italia. Il lavoro, nonostante le sue difficoltà, è stato però reso possibile dal transfert di lavoro, un nuovo legame, che ha permesso di non cedere sul desiderio e di arrivare quindi alla lettera. Soledad Peñafiel, da ultimo, a partire dalla sua lettura in cartello del Seminario XIX …O peggio di Lacan, sottolinea il fatto che, per la psicoanalisi, “non c’è un sapere pronto all’uso. Il sapere è sempre da inventare, come la donna, ed è precisamente quello che si tenta di fare in un cartello”.

Vi invitiamo a creare cartelli e cartelli-lampo (della durata massima di 3 mesi), anche online, per lavorare sui temi scelti per i prossimi appuntamenti di Scuola: “Il reale del sesso” (SLP), “Volere un figlio” (PIPOL) e “La donna non esiste” (AMP)

Cartello darà spazio ai vostri elaborati!

Buona lettura!

Adele Succetti

Delegata nazionale ai cartelli


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