Adelia Natali

Antefatto

La tesi del non-rapporto sessuale è stato uno dei miei primi inciampi nell’approcciare lo studio di Lacan. É così che ho proposto questo tema in un cartello lampo, come ad acchiappare al volo l’occasione per mettermi di nuovo al lavoro su questo assioma, scrivendone. Ne presento qui un piccolo stralcio.

Infatti, per quanto mi riguarda, è solo scrivendo che posso sperare di trovare quello che cerco, anche se questa volta, si trattava di scrivere su qualcosa che è impossibile da scrivere.

La pagina bianca

Dice Lacan nel Seminario XIX: “Facendo problema, il rapporto sessuale, che non c’è – nel senso che non lo si può scrivere-, questo rapporto sessuale determina tutto ciò che si elabora di un discorso che per sua natura è un discorso tronco.”11 J. Lacan, Il Seminario, Libro XIX, 1971-1972, …o peggio, Einaudi, Torino 2020, pag. 17.

In un passaggio del testo La conversazione di Arcachon, Miller scrive: “Il ‘Non c’è’ di Lacan è la pagina bianca, non è iscritto. Si deve distinguere la negazione di una proposizione scritta dalla non-scrittura di questa stessa proposizione”.22 IRMA, La conversazione di Arcachon, Astrolabio, Roma, 1999, pag. 209.

Addentrandoci un poco in questo campo minato dell’aforisma “non c’è rapporto sessuale negli esseri parlanti”, possiamo affermare che questo rapporto non può avere altra realtà che la sua scrittura, che non esiste se non come un rapporto matematizzato. Ma la scrittura di un matema per questa formula è impossibile!

L’impossibilità di scrivere il rapporto sessuale è di ordine logico, cioè è impossibile scriverne logicamente la formula. Questa necessità di uno scritto matematizzato del rapporto sessuale è legata al fatto che si tratta per Lacan di circoscrivere il reale, che non è la stessa cosa della realtà della relazione sessuale. D’altronde il reale, che si specifica per non appartenere né all’immaginario, né al simbolico, ha uno statuto che è molto difficile da cogliere.

Non c’è sapere sessuale nell’inconscio

Già nel Seminario XVII, Lacan diceva a questo proposito: “[…] l’interessante è questa verità, e cioè che quanto concerne il sapere sessuale si svela solo in quanto interamente estraneo al soggetto. É questo che originariamente chiamiamo, nel discorso freudiano, il rimosso.”33 J. Lacan, Il Seminario, Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi, 1969-1970, Einaudi, Torino 2001, pag.112. E ancora a proposito del sapere sessuale, in Radiofonia afferma: “nella psicoanalisi (perché avviene altrettanto nell’inconscio) l’uomo non sa niente della donna, né la donna sa niente dell’uomo”.44 Ivi, pag.162.

In altri termini, tutto quello che riguarda la relazione tra uomo e donna e il loro riprodursi non può avere a che fare con una possibile formalizzazione poiché: “il significante non è adatto a dare corpo a una formula che riguardi il rapporto sessuale. Da ciò proviene la mia enunciazione ‘non c’è rapporto sessuale’, sottinteso, formulabile nella struttura”.55 J. Lacan, “Radiofonia”, in Scilicet 1/4, Feltrinelli, Milano, 1977, pagg. 162-63.

Ma gli uomini e le donne sono fatti di significante: ovvero c’è convenzionalità, relatività, arbitrarietà, sembiante che non soddisfano il criterio di universalità necessario a iscrivere il rapporto uomo/donna ed è per questo che c’è l’impossibilità del rapporto sessuale, che pertanto decade.

Nessun rapporto sessuale nel reale: il reale è il regno dell’Uno

Nel Seminario XX, Lacan avanza la questione che il godimento è una sostanza, sostanza autistica; cito: “l’esperienza psicoanalitica presuppone la sostanza del corpo che si definisce soltanto attraverso il fatto che si gode”.66 J. Lacan, Il Seminario, Libro XX. Ancora, Einaudi, Torino 2011, pag. 23. Vale a dire che la psicoanalisi presuppone un corpo, un corpo che si gode. Qui occorre precisare che il termine “godimento” si oppone al termine “relazione” perché il godimento non è la relazione ed è in questo punto che c’è un passaggio di prospettiva: ‘non esiste rapporto sessuale’ vuol dire che il godimento non implica nessuna relazione perché esso, il godimento, gode, gode di se stesso.

A questo proposito, Miller scrive: “l’esperienza psicoanalitica, nella prospettiva lacaniana, obbliga a dare al corpo un’altra sostanza di cui questo corpo è il modo, la sostanza godimento. […] Il godimento è del corpo come il fallimento è del pensiero. Il fallimento deriva dal corpo e dal suo godimento. Il godimento del corpo, in quanto tale, fallisce la sessualità. […] Il pensiero, ivi compreso quella sorta di pensiero che Freud ha chiamato inconscio, ha sempre a che fare con il corpo, sempre, e da lì con la sua sessuazione”.77 J.-A. Miller, Pezzi staccati, Astrolabio, 2006, pag. 36.

Con l’Uno-tutto- solo, Jacques Alain Miller mette in evidenza che in fondo il godimento è autistico. La tesi del non rapporto sessuale non esistente a livello del reale è la diretta conseguenza del fatto che il reale è il regno dell’Uno, dove non può esserci quindi rapporto tra i partner al livello del godimento, ma ci sarà a livello di relazione sessuale, grazie alla dialettica del desiderio e del suo mediatore fallico. La funzione dell’amore permette al godimento di accondiscendere al desiderio. La relazione sessuale è questione di desiderio; il rapporto sessuale se ne distingue in quanto questione di godimento.


Note

Note
1 1 J. Lacan, Il Seminario, Libro XIX, 1971-1972, …o peggio, Einaudi, Torino 2020, pag. 17.
2 2 IRMA, La conversazione di Arcachon, Astrolabio, Roma, 1999, pag. 209.
3 3 J. Lacan, Il Seminario, Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi, 1969-1970, Einaudi, Torino 2001, pag.112.
4 4 Ivi, pag.162.
5 5 J. Lacan, “Radiofonia”, in Scilicet 1/4, Feltrinelli, Milano, 1977, pagg. 162-63.
6 6 J. Lacan, Il Seminario, Libro XX. Ancora, Einaudi, Torino 2011, pag. 23.
7 7 J.-A. Miller, Pezzi staccati, Astrolabio, 2006, pag. 36.

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