Jacques-Alain Miller


Detentore, per espressa volontà di mio suocero, il Dottor Jacques Lacan, del suo diritto morale sulla sua opera, ai sensi della legge dell’11 marzo 1957, e depositario di lettere, carte e manoscritti che mi ha consegnato quando era vivo, affidandosi al mio giudizio quanto all’eventuale pubblicazione di tutto o parte di questo lascito, ho deciso, nel quarantesimo anno dalla sua morte, che il tutto sarà portato a conoscenza del pubblico tramite una trascrizione e una pubblicazione esaurienti, salvo censura per motivi giuridici e rispetto del segreto medico.

Per l’espletamento di questo compito, si dovranno raccogliere mezzi importanti sia materiali che intellettuali. Conto sull’Associazione Mondiale di Psicoanalisi (AMP) che ho fondato nel 1992 e diretto per dieci anni, così come sulle sette Scuole che la compongono: l’Ecole de la Cause freudienne (ECF, 1981), la Escuela de la Orientacion lacaniana (EOL,1992), la Escola Brasileira de Psicoanalise (EBP, 1995), la Escuela lacaniana de Psicoanalisis (ELP, 2000), la Scuola lacaniana di Psicoanalisi (SLP, 2002), la Nueva Escuela de Psicoanalisis (NEL, 2002) e the New Lacanian School (NLS, 2003).   

Mi avvalgo anche delle istanze del Campo freudiano internazionale, fra cui le Sezioni e Antenne cliniche di Francia e del Belgio francofono riunite nell’Unione per la formazione in clinica psicoanalitica (UFORCA, 1996), e le diverse entità omologhe su scala mondiale.

Inoltre, faccio appello a tutti coloro che, anche se non hanno aderito all’AMP né al Campo freudiano, scavano il loro solco nella via tracciata dall’insegnamento di Jacques Lacan, che si tratti di praticanti, di universitari o di intellettuali indipendenti, di gruppi di studio e di ricerca, di associazioni psicoanalitiche o di dipartimenti universitari. 

Come si realizzerà il compito prescritto? Nel modo in cui Lacan aveva previsto, nel 1964, che avrebbe funzionato la sua Scuola, l’Ecole freudienne de Paris. 

«Per lo svolgimento del lavoro adotteremo il principio di un’elaborazione sostenuta in un piccolo gruppo. Ciascun gruppo (abbiamo un nome per designare questi gruppi) sarà composto da un minimo di tre e da un massimo di cinque persone; quattro è la misura giusta. più una incaricata della selezione, della discussione e dello sbocco da riservare al lavoro di ciascuno.» 

Il nome, allora, tenuto in serbo da Lacan era, come sappiamo quello di «cartello». L’ammissione di ogni cartello di deciframento e di trascrizione (CDT) sarà decisa da una commissione ad hoc chiamata Commissione d’accoglienza, che stabilirà con il cartello il lavoro che esso dovrà realizzare. Analogamente, il lavoro compiuto da ogni cartello sarà convalidato, prima di essere pubblicato, dalla Commissione di edizione.

Una organizzazione simile sarà costituita per la traduzione nelle diverse lingue: cartelli di traduzione; Commissione d’accoglienza; Commissione di edizione.

La composizione delle due prime Commissioni sarà decisa da me e resa pubblica tempestivamente. Nel frattempo, mi occuperò sin da oggi personalmente della funzione di accoglienza.

Il tutto sarà posto sotto l’egida di una associazione no-profit di diritto francese, di cui ho in serbo il nome. Si diverrà suo corrispondente presentandovisi in cartello.

Lacan concludeva il suo «Atto di fondazione» del 21 giugno 1964 dicendo: «Non ho bisogno di una lista numerosa, ma di lavoratori decisi, come fin da ora sono io.» Mezzo secolo dopo, i lavoratori decisi sono numerosi.

ja.miller@orange.fr


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